11 gennaio 2019

Sto leggendo my family and others animals di Gerald Durrell

Morgan spiega (e suona) Beethoven, i Beatles e la musica ecclesistica

Dire che Morgan è un compositore significa spararla grossa quasi quanto dire che è un pianista. Il livello tecnico, sia pianistico che compositivo, che emerge dall'osservazione del video è indubbiamente basso se valutato con canoni classici, è evidente. Proprio perciò non occorre specificarlo con stizza, anzi così facendo si rischia di cadere nel ridicolo; che ci siano persone che mettono in discussione le capacità tecniche fa pensare piuttosto che queste non abbiano capito cosa stanno guardando, e non che siano così intelligenti come vorrebbero far credere o credono di essere.
Morgan si potrebbe al limite definire un artista, se di arte si può parlare, vista l'influenza sociale e culturale che ha avuto in un certo periodo e su un limitato gruppo di persone (e in un'area geografica ristretta, aggiungo). La figura del compositore, ma lo stesso vale per il pianista, ha più spesso una connotazione tecnica/operativa, riferendosi a chi la musica la scrive davvero con coscienza e sapendo cosa sta facendo, realizzando elementi che non possono limitarsi all'artisticità, alla originalità o, peggio, alla stranezza. La colonna sonora di un video spesso non colpisce per la particolare bellezza, ma risulta invero fondamentale e portante (da cui il nome colonna) per la riuscita complessiva del prodotto. Molte persone non danno peso alle colonne sonore perché banalmente non ne hanno una idea tecnica sufficientemente chiara e non perché non ne apprezzino il contenuto musicale. É un po' come dire che chi entra in una chiesa si sofferma ad ammirare gli affreschi dimenticando che vi sono le fondamenta senza le quali non ci sarebbero i primi.
Volendo quindi dare a Morgan la caratterizzazione dell'artista, non si dimentichi però che ha basilari capacità e nozioni tecniche sul suo strumento, che tali possono ritenersi almeno con riferimento all'epoca in cui ha vissuto e agito (e tuttora vive). L'arte nasce come applicazione di ampie capacità acquisite accademicamente, solo in una epoca più recente sono sorte manifestazioni artistiche che mettevano in secondo piano le vere competenze tecniche pregresse e prima date per scontate.
Questo continuo declino si riduce infine a realizzare la situazione attuale in cui troviamo degli individui possibilmente considerati 'artisti' (i cosiddetti influencer) solo per il fatto di avere una opinione che sposta le masse. Ammesso che veramente una opinione l'abbiano, non basta per garantire che sia stata ragionata e costruita su solide basi.
Questo forse farà voltare nella tomba Aristotele, così come Beethoven che sente Morgan...tuttavia essendo i morti morti e immobili non mi preoccuperei troppo.

***

Meravigliosa ma... è schematica! Matematica!
Spostare di un sedicesimo le mani.
Beethoven!
Io ho fatto fondamentalmente uso di clavicembalo distorto.
Ho usato...roba aleatoria... secondo me anche Beethoven sarebbe contento di questo.
Io non ho la presunzione di andare a mettere la nota estranea.
La patetica, siccome mi sembrava dei Beatles... l'importante è non cambiarne il contenuto musicale.

C'è un aspetto tecnico. Dunque, noi abbiamo importato questa innovazione dal Canada...
Tecnica?


***

Detto questo, a me la canzone di Morgan basata sulla patetica è piaciuta; non penso che sia opportuno perdersi in un giudizio più approfondito di così, avventurandosi in percorsi fatti di sottigliezze e minuzie solo volte a impressionare, tenuto conto anche del fatto che stiamo parlando di Morgan e non di Beethoven. In questo caso un giudizio superficiale allineato ai propri gusti personali è del tutto esauriente.

16 settembre 2018

30 luglio 2018

ovvero

Ovvero significa
ovvero, ovvero
ovvero significa
oppure.
Pure!

26 giugno 2018

Villarini ha un fumetto...

Villarini ha un fumetto scolorito sulla porta dell'ufficio con un ometto di Altan che dice 'il che vive io campo tutto qua'.

***

Alle ore 14 e 30 Villarini ha fissato il mio esame ma ne ha iniziato un altro.
Mi ha detto di aspettare 5 minuti.

Alle 15 e 30 ha terminato l'esame e mi ha detto di aspettare altri 5 minuti.
Se ne è andato.

Alle 16 un tizio è venuto a cercare Villarini dicendo che per quell'ora era fissata una riunione.

Alle 16 e 5 è arrivato Villarini ed è andato alla riunione chiedendomi di aspettare un minuto.

Polidoro ha discusso a lungo con una collega, pronunciando anche la frase 'non si può mettere una Maserati in un carrello della spesa'.

Alle 16 e 40 Villarini è uscito dalla stanza dicendomi 'arrivo'.

Alle 16 e 45 Benassi mi ha chiesto chi aspettavo, visto che ero lì seduto da molto tempo.
Quando gli ho detto Villarini lui mi ha risposto mi dispiace.

Alle 16 e 50 circa è venuto Villarini per iniziare l'esame.
Ha detto che sul primo esercizio ero pencolante, poi mi ha bocciato perché non sapevo l'oscillatore armonico.

Gli ho chiesto di spiegarmi una cosa prima di andarmene ma è stato comprensibile come al solito
(non comprensibile)

La prossima volta vado via dopo aver parlato con Benassi e lascio un biglietto:
'torno subito'


***
Villarini ha un fumetto scolorito sulla porta dell'ufficio con un ometto di Altan che dice 'Il Che vive, io campo. Tutto qua'.

18 febbraio 2018

Un problema grave

La seguente terna di messaggi


potrebbe farmi apparire, ad una analisi superficiale, un maleducato qualunque. Si capisce che per ben tre volte non ho dato udienza a Vodafone la quale ha deciso di concedermi una nuova possibilità.

Così non è e voglio discolparmi.

Io volevo rispondere ringraziando e dicendo che non sono interessato a questi tipi di offerte, ma non era possibile farlo tramite SMS.
Decisi di andare ad un centro Vodafone, come suggerito, telefonando preventivamente per verificare la disponibilità.
Chiesi come fare per non ricevere SMS pubblicitari.
Mi dissero di chiamare il 190 e 'chiedere l'esclusione'.
Così feci. Chiamai il 190 ma mi resi presto conto che trattavasi di un servizio destinato ai clienti Vodafone (non lo ero).
Domandai di essere richiamato da un operatore.
Mi richiamò ma non riuscii a rispondere.
Tentai di richiamare al numero visualizzato ma risultava inesistente.
Dopo svariate chiamate ricevute riuscii a rispondere mettendomi in contatto con l'operatore.
Chiesi se poteva aiutarmi a non ricevere più SMS pubblicitari e mi disse no.
Mi recai sul sito Vodafone cercando un riferimento 'via mail' e anche lì non trovai nessun canale destinato a chi non fosse già cliente.
Recuperai, dal fondo pagina del sito, l'indirizzo della sede legale di Vodafone Italia e in data 11 gennaio 2018 inviavo, dall'ufficio postale di Palata Pepoli, una raccomandata (6 euro miei per colpa di Vodafone che nel 2018 non è raggiungibile in altra maniera) contenente il seguente testo scritto di mio pugno

Cara Vodafone Italia,
i suoi continui SMS pubblicitari cominciano a seccarmi.
Se non la smette sarò costretto ad agire per via legale.
Sinceramente,


in calce il mio nome e numero di telefono.
Dopo un paio di settimane ricevevo la risposta



Ho dovuto scrivervi, perché voi non capite e non potete capire, perché capite solo questo.
Voi ubbidite solo alle leggi scritte e codificate e sapete fare solo quello; non ubbidite alla legge morale dentro di voi perché non l'avete, e non potete averla perché non sapete pensare ma pensate lo stesso di stare bene così.
E allora state bene così che io sto bene così.
Fatico davvero a comprendere che razza di contorti ideali governino la società in cui viviamo; se io mando un SMS a una ragazzina di 14 anni mi rovino la vita e la reputazione, mentre Vodafone può scrivermi quando vuole e io non posso neanche rispondere (con un semplice SMS) chiedendo di smetterla.
Ma non è il caso di farla troppo lunga, l'importante è avere risolto.

Cara Vodafone Italia,
visto il tuo comportamento retto ed encomiabile sarò lieto di consigliarti a tutti i miei amici.


(ma manco p'o cazz)

02 febbraio 2018

ff (fortissimo)

Cagavo,
e mentre cagavo mi sporcavo di merda.

Ma non mi sporcavo
di merda soltanto
il buco del culo,
bensì tutto il corpo,
la faccia e i vestiti.

E più mi sporcavo,
più io ci provavo a pulirmi,
ma non ci riuscivo.

Più mi pulivo
e più mi sporcavo di merda.

Perché il mio pulire
in fondo non era
che ingenuo spalmare
la merda con una
pezzuola.

12 gennaio 2018

68

Quest'anno
compiranno
sessantott'anni
i sessantottini
di diciott'anni.

10 gennaio 2018

Considerazioni su Bach e Walter Piston (il libro di armonia)

Al termine del capitolo sull'armonizzazione delle melodie (non al termine del capitolo sulle note estranee all'armonia), Walter Piston propone di armonizzare alcune battute tratte da corali. Ovviamente le stesse melodie sono già state armonizzate da Bach in modo esatto. Questa affermazione richiede una spiegazione. Non è che Bach armonizzasse in modo esatto, è il nostro concetto di correttezza che si basa su quanto fatto da Bach nel primo 700. Comunque, ho trovato divertente fin da subito il modo in cui Piston sembra prendersi gioco dell'allievo con questi esercizi.
Intanto le melodie non sono complete, ma si tratta solo di alcune battute estrapolate da ciascun corale. Come dire, 'non pretendo che affronti l'intero canto, bastano 3 battute'. Perché così è, se escludiamo le battute introduttive da 1/4 e quella finale evidentemente sulla tonica con la fermata, restano tre battute da riempire. Apparentemente non molte, quindi si potrebbe pensare ad un esercizio semplice e scolastico. Per di più, quando ho svolto il compito mi sono permesso di copiare dal libro il primo accordo così da essere certo che la partenza fosse la stessa.
In secondo luogo, Piston specifica che sotto la corona dovrà sempre esserci un accordo fermo e non si devono introdurre movimenti nelle voci. Questo fatto poteva quasi darsi per scontato per quel che mi riguarda ma è stato precisato e tanto meglio.
Dice poi di utilizzare accordi in stato fondamentale o in primo rivolto. Per chi è già pratico nell'uso di secondi e terzi rivolti di accordi con la settima, potrebbe apparire una inutile limitazione e ci si sentirebbe quasi autorizzati ad ignorare la richiesta (ma si vedrà, analizzando scrupolosamente, che Bach inserisce con estrema parsimonia secondi e terzi rivolti, e pure riesce a concepire lavori vari e dinamici).
Infine, si richiede che vengano utilizzate note estranee all'armonia con un vincolo: non usare note estranee della durata inferiore alla croma.

Partendo con lo svolgimento dell'esercizio 6a del capitolo 9 mi sono trovato in difficoltà sapendo che come mi sarei mosso avrei sbagliato. Infatti, per quello che ho detto prima, la soluzione di Bach è quella giusta. Il mio obiettivo era quindi quello di avvicinarmi il più possibile all'armonizzazione migliore.
Con non piccolo sforzo, si scelgono i gradi della scala da utilizzare, si impostano gli accordi e si inseriscono le note estranee.
Si va poi ad analizzare il lavoro di Bach ed eccoci giunti al grande sberleffo di Piston. Si scopre che le note estranee all'armonia non vengono utilizzate. Questo fatto permette di avviare una riflessione: è molto più importante la scelta dei gradi della scala che l'uso di note estranee. Come già sapevo avrei sbagliato e così è stato. Non ho però sbagliato inserendo note di troppo o mancandone alcune, bensì utilizzando i gradi meno appropriati. Questa è una grande lezione su come sfruttare al meglio i classici T, SD (II o IV che sia), D (V o VII) e i loro primi rivolti per dare varietà all'insieme. Il tutto senza note estranee e con maestria. Vi è molta differenza tra l'utilizzo di IV o di II in 6, oppure tra I e I in 6 o addirittura tra I e VI. Si guarda con attenzione ai cambi di posizione delle voci fatti su una armonia che si mantiene. Bach è in grado di tirare fuori una musica completa, che non manca di nulla, servendosi solo del minimo. Non si avvertono mancanze o buchi e il corale risulta piacevole all'orecchio.
Bach è così o il contrario: da un lato, può stupire mostrando quanto si possa fare con strumenti semplici e alla portata di ogni scolaro. Altre volte invece è in grado di risolvere, tramite vere e proprie magie, temi musicali apparentemente intrattabili. Oppure, semplicemente, si diverte inserendo trovate eccezionali in contesti che potevano vedersi in una maniera molto più ingenua. 

Ribadisco quanto detto in principio: non c'è nulla di assolutamente giusto nel lavoro di Bach; è il modo odierno di intendere la musica che è fondato sui suoi 371 corali (e ovviamente su tutta la restante sua produzione).
 


Vorrei soffermarmi su alcuni particolari (l'armonizzazione che propone Bach) dell'esercizio 6e di Piston. L'esercizio 6e del capitolo 9 corrisponde alle prime battute del corale Nun danke alle Gott, numero 32 nell'edizione Breitkopf.
Qui ho pensato bene di sbizzarrirmi inserendo rivolti e dominanti secondarie che mi pareva ci stessero decentemente. Scopro infine che Bach ha fatto una cosa semplicissima.
I IV I e si ferma sulla corona .
VI (per variare rispetto a I è bastata una nota che è un vero colpo di classe, non ho altre parole*) e poi V I V I V I
Uno potrebbe gridare alla monotonia vedendo il finale di tre V-I in sequenza (dove ho volutamente omesso settime e rivolti) ma se si visualizza COME sono state realizzate le cadenze si capisce la differenza che passa tra il COSA (la cadenza V-I) e il COME (l'uso di settime, rivolti, note estranee). Vengono di fatto esposti vari metodi e idee per realizzare la successione che sta alla base di tutta la musica tonale (da Bach a Taylor Swift). In più è da esaminare attentamente la battuta finale dove vengono inserite:
nota di volta
ritardo
nota sfuggita
reaching tone
in un semplice movimento armonico I-V
Il tutto è in contrasto con il resto del corale dove Bach aveva dato note svizzere solo al basso e solo per formare scale di tre note. A questo punto il corale continuerebbe, mentre lo studente di Piston si ferma qui. 
E io mi fermo insieme a Piston.


*In realtà le parole ci sono eccome, infatti la melodia di Piston proprio in quel punto è diversa rispetto a quella del corale di Bach. Questo cambia tutto ovviamente, ma me ne sono accorto troppo tardi.

06 dicembre 2017

Il Blog, Tinder, e quel coglione che aveva perso una BMW 320 bianca a Bologna


La lettera 'e' non si mette mai dopo la virgola.
Sì, vallo a dire a Gabriele D'Annunzio.


Avrei voluto festeggiare i primi 10 anni di vita del blog con un brano di dimensioni pantagrueliche sulla vita, l'esistenza e il senso delle cose scritto nell'arco di sei mesi con interventi quotidiani. Poi per pigrizia ho tralasciato la scrittura sistematica e il risultato ad oggi non lo trovo ancora soddisfacente. Magari in futuro darò spazio anche a quella produzione visto che c'erano un sacco di spunti di pensiero interessanti.
Ho avuto quindi l'idea di ripiegare su una storia riguardante un Piaggio Ciao. Arenatasi anche questa seconda ipotesi, mi sono detto che avrei pubblicato brani di altri autori senza pagarli; eventualità scartata quando ho capito che non avrei guadagnato nulla nemmeno io.
Ecco quindi un raccontino sulle relazioni interpersonali nel XXI secolo.

Mercoledì
Gioco un po' a tinder e risulta la compatibilità con Anna che ha 21 anni e dista 46 km da me.
Non ha una foto personale ma solo un'immagine con una battuta. La presentazione però è interessante perché suona il violino e dice di cercare solo persone per parlare perché i suoi amici sono tutti via e si annoia.



Giovedì
Le scrivo e mi risponde quasi subito.
Le chiedo se si annoia ancora o se i suoi amici sono tornati, ma non sono tornati.
Ci vado giù pesante con un'affermazione su una random chat, così che capisca grossomodo qual è il mio modo di esprimermi e sembra non battere ciglio per la frase in questione che è 



Venerdì
Le scrivo alla sera e mi risponde per un po'. Poi quando passa mezz'ora dall'ultimo messaggio e non mi ha ancora riscritto vado a letto, ma troverò la risposta il giorno seguente.

Sabato
Rispondo al suo ultimo messaggio della sera e conversiamo ancora un po'. Le dico che ho un esame all'università lunedì, per vedere se mi chiederà l'esito.

Domenica, lunedì e martedì non scrive.
Martedì però mi rompo le palle e scrivo io, alla sera dopo le 10, con un'altra domanda nonsense, ovvero



Non mi risponde più.

È a questo punto che iniziano le mie riflessioni:
Quando possiamo dire di conoscere veramente una persona? Mai, probabilmente, figurati su tinder. Eppure qui ci sono individui che vogliono dare giudizi sugli altri e che pensano di poter dire che sono un coglione solo per quello che scrivo o per le foto che metto. Scusate ma mi sembra un po' grezzo e sempliciotto come metodo...
Ammesso anche che tutto quello che leggo sia vero (ho escluso quasi subito l'ipotesi di avere a che fare con un robot e anche che si trattasse di uno scherzo, visto che non faceva ridere...), una frase scritta con un carattere standard non mi consente di dire chi ho di fronte o di esprimere un giudizio su quella persona. Se ci fossimo incontrati nella realtà, ci avrei impiegato 5 minuti per avere un'idea chiara ed esaustiva (diciamo sufficientemente chiara, poi ovviamente si può migliorare) della sua personalità, ma con internet di mezzo anche uno scambio lungo mesi non mi avrebbe detto chi c'era dall'altra parte. Forse sbaglio dando troppa importanza all'aspetto emotivo ed emozionale quando giudico gli esseri umani, ai particolari e ai gesti, ma ti permettono di riconoscere le bugie.
Il discorso ovviamente vale se non si ha uno scopo dichiarato (e in quel caso non l'avevamo perché l'obiettivo era 'chiacchierare'), perché se c'è un tema preciso su cui disquisire credo si punti a quello magari tralasciano convenevoli.
Lì invece la cosa ha preso una strana piega quasi prima di partire e si è tramutata per me in un rovello psicologico.
Perché oltre a queste considerazioni restava anche valida l'ipotesi che non mi avesse giudicato in nessun modo, ma semplicemente impiegasse diversi giorni per elaborare una risposta che, se a quel punto fosse arrivata, mi avrebbe seriamente spiazzato.

Secondo me, ma è solo la mia opinione, il punto cruciale è che normalmente quando ci si relaziona con altre persone lo si fa con un fine ben preciso. Nessuno nella vita ha l'obiettivo di conoscere gli altri, ma lo fa ugualmente perché è un passo obbligatorio per poter arrivare agli scopi che si hanno, siano essi condivisi tra le parti o no.
Poi ci sono le conversazioni per conoscersi nella realtà (e non tramite internet!) perché è chiaro che se mi presentano una persona che non ho mai visto prima, punterò a conoscerla un po' meglio parlandoci.
Basta, non mi vengono in mente altre possibilità. Se usi un sistema di chat lo fai con scopi definiti e non per una conversazione astratta (o almeno quasi nessuno lo fa) e in effetti anche chi vorrebbe incappa poi in problemi.

Forse non siamo in grado di sopportare puri scambi di opinioni fine a sè stessi senza sapere con chi ci stiamo confrontando. Pensavo di poter portare avanti tranquillamente la conversazione con una persona casuale su argomenti casuali e invece io per primo ho avuto difficoltà e non ho retto la situazione che mi appariva troppo insolita.
Mi sarebbe piaciuto sentire l'opinione di Anna al riguardo.
Se mi avesse risposto...

Eccole le mie riflessioni, tutto qui (o ‘tutto qua’, come diceva Baglioni).

Oppure sono io che sono un coglione.

Comunque sempre meno di quell'individuo che alle due di notte cercava senza trovarla la sua BMW 320 bianca in giro per Bologna e iniziava ad agitarsi perché tre ore dopo doveva prendere un traghetto a Livorno.
Ma questa è un'altra storia.

24 maggio 2016

prima l'italiano

Non è ironico che Salvini si esprima dicendo 'di questo se ne parlerà settimana prossima', dimostrando di non conoscere la lingua italiana?

Non è ironico che Salvini si esprima dicendo 'di questo se ne parlerà settimana prossima', dimostrando di non conoscere la lingua italiana.

03 aprile 2016

Kanda principe Kanda

Una astronave solitaria fuori nello spazio.

Il sistema solare è un luogo solitario.

Nettuno, Giove, Saturno e Marte
Mercurio, Plutone, Venere, le stelle.

Kanda, principe Kanda!

Dove sei tu?
Kanda, principe Kanda!

Questo pianeta è nuovo.
Kanda, principe Kanda!

Terra è verde e blu.
Kanda, principe Kanda!

Damek Za è dopo te!


2002

27 dicembre 2015

La famiglia Rossi va al mare

La famiglia Rossi sta per partire per una gita al mare; Giorgio Rossi ha posizionato tutti i bagagli nel baulo della macchina. Il baulo è pieno e dentro non ci sta più nulla! 
Luigi Gambuzzi, il figlio del signor Rossi (ha un cognome diverso da quello del padre perché c'è stato un errore all'anagrafe) vorrebbe portare al mare anche i materassini gonfiabili.
Non possiamo Luigi, replica il padre.
Portare con noi i materassini gonfiabili significherebbe occupare un gran volume con dell'aria e la nostra automobile è molto piccola.
Luigi ha un'idea: sgonfiare i materassini in modo da ridurne il volume e trasportarli così. Una volta giunto al mare reinserirà l'aria tramite l'apposita valvola.
Per andare al mare prenderanno l'autostrada. Come dice il nome, si tratta di una strada destinata alla circolazione delle auto.

26 novembre 2015

26 11

Giornata internazionale

22 novembre 2015

le foglie

I vecchi raccolgono le foglie da terra in autunno.
Se potessero toglierebbero anche il caldo dall'estate.
Ma non possono, ah ah.

Non possono, ah ah.

30 ottobre 2015

svolgi il tema


L'emigrazione in Italia non è più sviluppata come un tempo, anzi, oggi l'Italia è una meta per molti migranti. Anni fa, tra il XIX e il XX secolo circa, molte persone, partendo dal nostro paese, si spostarono nelle zone più ricche del mondo, che allora erano gli stati del nuovo continente, come gli Usa e l'Argentina. Attualmente invece il nostro passa per essere uno stato economicamente all'avanguardia, quindi va da sé che l'immigrazione si presenti come un fenomeno di rilevante importanza, al contrario dell'emigrazione che va scemando. Credo che sia errato dire che non esiste più l'emigrazione in Italia, poiché questa è ancora presente, ma in forma diversa. Contrariamente a quanto si verificava un secolo fa, quando la gente partiva per tentare di lasciarsi alle spalle una condizione di miseria e povertà, oggi si parla di “fuga di cervelli”, riferendosi al fatto che attualmente la maggior parte degli emigranti italiani sono dottori, laureati e altre persone estremamente qualificate che, vivendo in un paese che non gli permette di sfruttare al massimo le loro potenzialità, decidono di fuggire all'estero.
Se l'emigrazione denota quindi l'arretratezza culturale o economica di un paese, l'immigrazione sta a significare l'opposto. Infatti è ovvio che le persone si spostino dalle zone più povere verso quelle più ricche, concorrendo a far sì che le zone meno sviluppate possano arricchirsi più velocemente. La conclusione del sillogismo è che ci sarà sempre una zona più povera di un'altra, e un flusso costante di migrazione. In questo modo gli stati più industrializzati si ritroveranno costantemente sommersi da ondate di immigrati i quali, provenienti da situazioni pessime, saranno disposti a svolgere i lavori più umili e faticosi per un tozzo di pane, annichilendo contemporaneamente la manodopera della nazione che li ha ospitati. Questo darà così il la a nuove ondate migratorie, in quanto i lavoratori immigrati vengono sistematicamente sfruttati poiché, come ho detto prima, si accontentano del minimo. Quindi ritengo che occorra favorire i processi di emigrazione ed immigrazione per far funzionare tutto molto meglio, anche se credo che queste cose non verranno fatte tanto facilmente, soprattutto in un paese come l'Italia dove la maggior parte delle popolazione, plagiata dalla televisione che ha ormai soppiantato la scuola, pensa che l'immigrazione sia un'immane piaga. Tra l'altro è interessante ricordare che l'immigrazione non la puoi fermare, perché le persone arrivano comunque, disperate e convinte che per loro le cose non possano che migliorare, quindi tanto vale semplificare il tutto e fare sì che non si creino spiacevoli fenomeni di immigrazione irregolare, che sono male, perché non fanno altro che fornire lavoro ai criminali, ai mafiosi, a quelle persone che compiono azioni illegali professionalmente. È come la cocaina. È illegale ma la gente la compra comunque. Per concludere, si può dire che immigrazione ed emigrazione sono fenomeni che giovano all'economia, peccato però che va a finire sempre che gli ultimi arrivati vengano trattati male.

***

Il brano precedente lo scrissi alle scuole superiori, si tratta di un 'tema' che fu soggetto alla valutazione dell'insegnante. Quando, un anno dopo la sua stesura, dissi alla professoressa che esso non conteneva la lettera b, lei mi rispose che leggendolo non se n'era accorta. Per la serie 'la prossima volta scrivo gira questo foglio su entrambi i lati e poi te lo consegno, così ti trovi qualcosa da fare'.

24 ottobre 2015

Il tempo non ha denaro


Si dice che il tempo è denaro e anche che il tempo non ha prezzo; se queste due frasi sono in contraddizione, è invece certo che il tempo non ha denaro.
Nel 2009 uscì un album degli Skiantos intitolato Dio ci deve delle spiegazioni. Una sera, poco dopo l'uscita del disco, proposi ad alcuni amici di andare a sentire gli Skiantos che suonavano a pochi chilometri da dove vivevamo noi. Accadde che declinarono e si optò per fare altro tutti insieme. Nel 2014 Freak Antoni è morto e gli Skiantos dal vivo non li sentirò più.
Prima di questo episodio, dal 2003 al 2005, mi abbonai ad AmericanSuperBasket. Quando smisi di seguire il basket NBA non comprai più la rivista (ovviamente, e comunque non avrebbe avuto tanto senso, con internet che spopolava) e anzi buttai i giornali per fare spazio in casa. Adesso ASB non esce più e a me sono rimasti solo un paio di poster e 2 numeri ancora nella busta di plastica che non ho mai aperto perché li avevo doppi.
Potrei andare avanti per ore con aneddoti del genere.
Insomma la morale di questa storia è che il tempo passa, non ha denaro, e la giovinezza è una bella cosa che non torna più.
(E che sono un coglione).


Certain things they should stay the way they are


16 ottobre 2015

mio cugino


Mio cugino è uno sprecone, è uno che consuma tutto. Consuma i vestiti che indossa, consuma il piatto nel quale mette la pizza che mangia, consuma perfino le finestre attraverso le quali guarda fuori. Per lui questo non è un problema; è pieno di soldi, e se uno dei suoi oggetti è consumato può comprarsene uno nuovo. Io non ce la farei.
È stato il caso a decidere che avessi un cugino così. Io non avevo mica bisogno di un cugino sprecone, ma il caso ha voluto che lui nascesse, perciò io me lo tengo.
Non mi va di protestare.
Sono nato senza di lui e senza di lui ho trascorso i miei primi anni di vita. La mia esistenza non è mai stata subordinata alla sua. 
Per fortuna che non consuma anche i cugini, altrimenti io sarei già stato sostituito da un altro.
Sta migliorando, mio cugino. Ha imparato a non consumare i soldi e questo per lui è un grande traguardo, perché se non avesse più soldi non riuscirebbe a comprare i piatti per mangiare la pizza.

11 ottobre 2015

Ave Maria torna a casa tua (come cantavano i cugini dei Led Zeppelin)



Se è vero che Gesù è il figlio di Dio perché "Inizio del vangelo di Gesù Cristo, figlio di Dio".
Se è vero che Maria è la mamma di Gesù perché "benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù".
Se è vero che Maria è la mamma di Dio perché "Santa Maria, madre di Dio".
Se è vero tutto questo,
io devo supporre una cosa.
Che ci sia stato dell'incesto.
I "virgolettati" sono liberamente tratti dal Vangelo secondo Marco (1,1) e dalla preghiera Ave Maria.


Amen

06 ottobre 2015

ci sta (il declino della civiltà occidentale)

Trattato sulle discoteche che fa riferimento ad un campione di discoteche del nord Italia

Arredamento e progettazione
Vengono collocate spesso e volentieri nei pressi del mare e se non è possibile si utilizzano stagni, laghi o fiumi che favoriscono la presenza di zanzare, fastidiosissime. Il malus delle zanzare è però largamente bilanciato dal bonus del fiume (succedaneo del mare), fondamentale per l'essere fico.
Le discoteche vengono costruite per essere locali fichi per fichi e quindi la progettazione deve rispettare le regole dettate dalla moda. Vi si trovano pertanto numerosi gradini là dove non ce ne sarebbe necessità vera e propria. Questi rendono la fuga difficile in caso di incendio o comunque in tutti quei casi in cui è urgente il bisogno di scappare.
Nei locali all'aperto si possono installare piante di fico e numerosi gazebo. I tavolini sono bassi, distanti dai divanetti e scomodi da utilizzare, questo perché si agisce solo in nome dell'essere fico (EF) in barba alla logica e alla comodità.
I bagni non sono mai puliti.

Gestione operativa
Si tralascia la gestione amministrativa di alto livello dell'attività mentre ci si sofferma su quella pratica di coloro che presidiano il locale. I buttafuori, vestiti in nero e di grossa stazza, pelati, non fanno altro che eseguire ordini imposti dal loro superiore. Non possono dire che le cose stanno così perché l'EF non prende ordini da nessuno. Fanno la voce grossa, impediscono l'ingresso entro un certo orario e modificano le file d'attesa secondo regole non bene codificate. Un gioco divertente da fare con loro è fermarsi ad alcuni metri e fissarne uno negli occhi senza dire nulla. Di solito impazziscono iniziando a minacciare l'osservatore. All'interno si trovano tra gli assunti sia uomini che donne accomunati dal fatto di avere ricevuto scarsa formazione (a volte nessuna) per svolgere il compito assegnato. Si vede che agiscono non in maniera organizzata e produttiva bensì in nome dell'EF. Sono scelti perché fichi e fiche, al bar preparano bevande agitando le bottiglie e se fanno lo scontrino non lo consegnano mai all'acquirente. Quando trasportano caraffe piene piene tengono il braccio muscoloso alzato, se usano la scopa per raccogliere i resti di un bicchiere rotto lo fanno in modo logicamente scorretto (si sentirebbero declassati a impugnare la scopa come fa mia nonna). Fanno largo uso di ghiaccio (tanto che si potrebbe dire che il ghiaccio è l'essenza della discoteca) e chiamano il succo di frutta 'analcolico alla frutta' perché fa più fico, visto che contiene la parola 'alcolico'.

Offerta al pubblico
I prezzi sono alti, i prodotti alimentari di cattiva qualità e in ogni caso scarseggiano. La vera forza della discoteca (e qui bisogna dargliene atto) è che puoi incontrare persone nuove, peccato però che non puoi parlarci perché non ti sentirebbero a causa dell'elevato volume della musica. E' possibile ascoltare i Jefferson Airplane, ma solo se c'è una versione del loro brano approvata dall'EF. In generale la musica in discoteca risulta sgradevole e pacchiana per l'orecchio attento e raffinato come il mio. Si consumano alcolici e si balla senza criterio. Se ci si annoia in 2 è comunque consentito scambiarsi opinioni sui 3x2 più convenienti alla coop (urlando, si intende) ma se ci si annoia da soli è la fine.

L'utente finale medio
Gli utilizzatori delle discoteche sono fatti con lo stampino ed è un peccato. Perciò rappresentano il declino della civiltà occidentale; perché se rinunci alla diversità rinunci anche alla possibile miglioria. Si salutano dicendo 'grandissimo' e quando non sanno cosa dire commentano 'ci sta'. Si accalcano nella pista da ballo fino a che ci si muove a fatica.

18 settembre 2015

le cimici

Quest'anno ci sono state così tante cimici che se le avessi contate sarebbero almeno 20 o 30.