27 dicembre 2015

La famiglia Rossi va al mare

La famiglia Rossi sta per partire per una gita al mare; Giorgio Rossi ha posizionato tutti i bagagli nel baulo della macchina. Il baulo è pieno e dentro non ci sta più nulla! 
Luigi Gambuzzi, il figlio del signor Rossi (ha un cognome diverso da quello del padre perché c'è stato un errore all'anagrafe) vorrebbe portare al mare anche i materassini gonfiabili.
Non possiamo Luigi, replica il padre.
Portare con noi i materassini gonfiabili significherebbe occupare un gran volume con dell'aria e la nostra automobile è molto piccola.
Luigi ha un'idea: sgonfiare i materassini in modo da ridurne il volume e trasportarli così. Una volta giunto al mare reinserirà l'aria tramite l'apposita valvola.
Per andare al mare prenderanno l'autostrada. Come dice il nome, si tratta di una strada destinata alla circolazione delle auto.

26 novembre 2015

26 11

Giornata internazionale

22 novembre 2015

le foglie

I vecchi raccolgono le foglie da terra in autunno.
Se potessero toglierebbero anche il caldo dall'estate.
Ma non possono, ah ah.

Non possono, ah ah.

08 novembre 2015

cipolla e limone

E' un piatto che non ha bisogno di presentazioni.

Ingredienti per 1 persona:
1 cipolla
1 limone
sale q.b.

Preparazione:
Sbucciare la cipolla, lavarla e tagliarla con il coltello. 

Riporla nella terrina che si utilizzerà per consumare il pasto. 
Fare lo stesso con metà limone.
Spremere la seconda metà del limone e aggiungere solo il succo.
Salare, mescolare e gustare (magari aiutandosi con una forchetta).

30 ottobre 2015

svolgi il tema


L'emigrazione in Italia non è più sviluppata come un tempo, anzi, oggi l'Italia è una meta per molti migranti. Anni fa, tra il XIX e il XX secolo circa, molte persone, partendo dal nostro paese, si spostarono nelle zone più ricche del mondo, che allora erano gli stati del nuovo continente, come gli Usa e l'Argentina. Attualmente invece il nostro passa per essere uno stato economicamente all'avanguardia, quindi va da sé che l'immigrazione si presenti come un fenomeno di rilevante importanza, al contrario dell'emigrazione che va scemando. Credo che sia errato dire che non esiste più l'emigrazione in Italia, poiché questa è ancora presente, ma in forma diversa. Contrariamente a quanto si verificava un secolo fa, quando la gente partiva per tentare di lasciarsi alle spalle una condizione di miseria e povertà, oggi si parla di “fuga di cervelli”, riferendosi al fatto che attualmente la maggior parte degli emigranti italiani sono dottori, laureati e altre persone estremamente qualificate che, vivendo in un paese che non gli permette di sfruttare al massimo le loro potenzialità, decidono di fuggire all'estero.
Se l'emigrazione denota quindi l'arretratezza culturale o economica di un paese, l'immigrazione sta a significare l'opposto. Infatti è ovvio che le persone si spostino dalle zone più povere verso quelle più ricche, concorrendo a far sì che le zone meno sviluppate possano arricchirsi più velocemente. La conclusione del sillogismo è che ci sarà sempre una zona più povera di un'altra, e un flusso costante di migrazione. In questo modo gli stati più industrializzati si ritroveranno costantemente sommersi da ondate di immigrati i quali, provenienti da situazioni pessime, saranno disposti a svolgere i lavori più umili e faticosi per un tozzo di pane, annichilendo contemporaneamente la manodopera della nazione che li ha ospitati. Questo darà così il la a nuove ondate migratorie, in quanto i lavoratori immigrati vengono sistematicamente sfruttati poiché, come ho detto prima, si accontentano del minimo. Quindi ritengo che occorra favorire i processi di emigrazione ed immigrazione per far funzionare tutto molto meglio, anche se credo che queste cose non verranno fatte tanto facilmente, soprattutto in un paese come l'Italia dove la maggior parte delle popolazione, plagiata dalla televisione che ha ormai soppiantato la scuola, pensa che l'immigrazione sia un'immane piaga. Tra l'altro è interessante ricordare che l'immigrazione non la puoi fermare, perché le persone arrivano comunque, disperate e convinte che per loro le cose non possano che migliorare, quindi tanto vale semplificare il tutto e fare sì che non si creino spiacevoli fenomeni di immigrazione irregolare, che sono male, perché non fanno altro che fornire lavoro ai criminali, ai mafiosi, a quelle persone che compiono azioni illegali professionalmente. È come la cocaina. È illegale ma la gente la compra comunque. Per concludere, si può dire che immigrazione ed emigrazione sono fenomeni che giovano all'economia, peccato però che va a finire sempre che gli ultimi arrivati vengano trattati male.

***

Il brano precedente lo scrissi alle scuole superiori, si tratta di un 'tema' che fu soggetto alla valutazione dell'insegnante. Quando, un anno dopo la sua stesura, dissi alla professoressa che esso non conteneva la lettera b, lei mi rispose che leggendolo non se n'era accorta. Per la serie 'la prossima volta scrivo gira questo foglio su entrambi i lati e poi te lo consegno, così ti trovi qualcosa da fare'.

24 ottobre 2015

Il tempo non ha denaro

Si dice che il tempo è denaro e anche che il tempo non ha prezzo; se queste due frasi sono in contraddizione, è invece certo che il tempo non ha denaro.
Nel 2009 uscì un album degli Skiantos intitolato Dio ci deve delle spiegazioni. Una sera, poco dopo l'uscita del disco, proposi ad alcuni amici di andare a sentire gli Skiantos che suonavano a pochi chilometri da dove vivevamo noi. Accadde che declinarono e si optò per fare altro tutti insieme. Nel 2014 Freak Antoni è morto e gli Skiantos dal vivo non li sentirò più.
Prima di questo episodio, dal 2003 al 2005, mi abbonai ad AmericanSuperBasket. Quando smisi di seguire il basket NBA non comprai più la rivista (ovviamente, e comunque non avrebbe avuto tanto senso, con internet che spopolava) e anzi buttai i giornali per fare spazio in casa. Adesso ASB non esce più e a me sono rimasti solo un paio di poster e 2 numeri ancora nella busta di plastica che non ho mai aperto perché li avevo doppi.
Potrei andare avanti per ore con aneddoti del genere.
Insomma la morale di questa storia è che il tempo passa, non ha denaro, e la giovinezza è una bella cosa che non torna più.
(E che sono un coglione).


Certain things they should stay the way they are


16 ottobre 2015

mio cugino


Mio cugino è uno sprecone, è uno che consuma tutto. Consuma i vestiti che indossa, consuma il piatto nel quale mette la pizza che mangia, consuma perfino le finestre attraverso le quali guarda fuori. Per lui questo non è un problema; è pieno di soldi, e se uno dei suoi oggetti è consumato può comprarsene uno nuovo. Io non ce la farei.
È stato il caso a decidere che avessi un cugino così. Io non avevo mica bisogno di un cugino sprecone, ma il caso ha voluto che lui nascesse, perciò io me lo tengo.
Non mi va di protestare.
Sono nato senza di lui e senza di lui ho trascorso i miei primi anni di vita. La mia esistenza non è mai stata subordinata alla sua. 
Per fortuna che non consuma anche i cugini, altrimenti io sarei già stato sostituito da un altro.
Sta migliorando, mio cugino. Ha imparato a non consumare i soldi e questo per lui è un grande traguardo, perché se non avesse più soldi non riuscirebbe a comprare i piatti per mangiare la pizza.

11 ottobre 2015

Ave Maria torna a casa tua (come cantavano i cugini dei Led Zeppelin)



Se è vero che Gesù è il figlio di Dio perché "Inizio del vangelo di Gesù Cristo, figlio di Dio".
Se è vero che Maria è la mamma di Gesù perché "benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù".
Se è vero che Maria è la mamma di Dio perché "Santa Maria, madre di Dio".
Se è vero tutto questo,
io devo supporre una cosa.
Che ci sia stato dell'incesto.
I "virgolettati" sono liberamente tratti dal Vangelo secondo Marco (1,1) e dalla preghiera Ave Maria.


Amen

06 ottobre 2015

ci sta (il declino della civiltà occidentale)

Trattato sulle discoteche che fa riferimento ad un campione di discoteche del nord Italia

Arredamento e progettazione
Vengono collocate spesso e volentieri nei pressi del mare e se non è possibile si utilizzano stagni, laghi o fiumi che favoriscono la presenza di zanzare, fastidiosissime. Il malus delle zanzare è però largamente bilanciato dal bonus del fiume (succedaneo del mare), fondamentale per l'essere fico.
Le discoteche vengono costruite per essere locali fichi per fichi e quindi la progettazione deve rispettare le regole dettate dalla moda. Vi si trovano pertanto numerosi gradini là dove non ce ne sarebbe necessità vera e propria. Questi rendono la fuga difficile in caso di incendio o comunque in tutti quei casi in cui è urgente il bisogno di scappare.
Nei locali all'aperto si possono installare piante di fico e numerosi gazebo. I tavolini sono bassi, distanti dai divanetti e scomodi da utilizzare, questo perché si agisce solo in nome dell'essere fico (EF) in barba alla logica e alla comodità.
I bagni non sono mai puliti.

Gestione operativa
Si tralascia la gestione amministrativa di alto livello dell'attività mentre ci si sofferma su quella pratica di coloro che presidiano il locale. I buttafuori, vestiti in nero e di grossa stazza, pelati, non fanno altro che eseguire ordini imposti dal loro superiore. Non possono dire che le cose stanno così perché l'EF non prende ordini da nessuno. Fanno la voce grossa, impediscono l'ingresso entro un certo orario e modificano le file d'attesa secondo regole non bene codificate. Un gioco divertente da fare con loro è fermarsi ad alcuni metri e fissarne uno negli occhi senza dire nulla. Di solito impazziscono iniziando a minacciare l'osservatore. All'interno si trovano tra gli assunti sia uomini che donne accomunati dal fatto di avere ricevuto scarsa formazione (a volte nessuna) per svolgere il compito assegnato. Si vede che agiscono non in maniera organizzata e produttiva bensì in nome dell'EF. Sono scelti perché fichi e fiche, al bar preparano bevande agitando le bottiglie e se fanno lo scontrino non lo consegnano mai all'acquirente. Quando trasportano caraffe piene piene tengono il braccio muscoloso alzato, se usano la scopa per raccogliere i resti di un bicchiere rotto lo fanno in modo logicamente scorretto (si sentirebbero declassati a impugnare la scopa come fa mia nonna). Fanno largo uso di ghiaccio (tanto che si potrebbe dire che il ghiaccio è l'essenza della discoteca) e chiamano il succo di frutta 'analcolico alla frutta' perché fa più fico, visto che contiene la parola 'alcolico'.

Offerta al pubblico
I prezzi sono alti, i prodotti alimentari di cattiva qualità e in ogni caso scarseggiano. La vera forza della discoteca (e qui bisogna dargliene atto) è che puoi incontrare persone nuove, peccato però che non puoi parlarci perché non ti sentirebbero a causa dell'elevato volume della musica. E' possibile ascoltare i Jefferson Airplane, ma solo se c'è una versione del loro brano approvata dall'EF. In generale la musica in discoteca risulta sgradevole e pacchiana per l'orecchio attento e raffinato come il mio. Si consumano alcolici e si balla senza criterio. Se ci si annoia in 2 è comunque consentito scambiarsi opinioni sui 3x2 più convenienti alla coop (urlando, si intende) ma se ci si annoia da soli è la fine.

L'utente finale medio
Gli utilizzatori delle discoteche sono fatti con lo stampino ed è un peccato. Perciò rappresentano il declino della civiltà occidentale; perché se rinunci alla diversità rinunci anche alla possibile miglioria. Si salutano dicendo 'grandissimo' e quando non sanno cosa dire commentano 'ci sta'. Si accalcano nella pista da ballo fino a che ci si muove a fatica.

18 settembre 2015

le cimici

Quest'anno ci sono state così tante cimici che se le avessi contate sarebbero almeno 20 o 30.

29 agosto 2015

sicurezza e realtà

Sono giovane spavaldo e attacco bottone alle ragazze.
Alla fine del mese di luglio, un amico che non vedo da circa un anno mi chiede se mi va di partecipare alla cerimonia della sua laurea. Sorpreso dall'invito, decido di recarmi all'evento e appena scendo dal treno compro 3 biglietti per l'autobo visto che devo raggiungere anche la sede della compagnia assicurativa con la quale ho deciso di stipulare un contratto. Per farla breve, ho bisogno di una assicurazione personale poiché mi recherò in Nuova Zelanda per restarci 5 mesi e là la sanità è semi-pubblica, quindi potrebbe farmi comodo, nel caso mi facessi del male, avere una assicurazione.
Pur essendo in possesso dei biglietti, raggiungo l'assicurazione a piedi; ci sono poche sedi in Italia e una è proprio qui a Bologna. Da lì prendo l'autobus in direzione dell'università che è oltre porta Saragozza, quindi dall'altra parte della città. Partecipo alla laurea e al termine, proprio mentre sto pensando di salire sul 33, un amico mi suggerisce il 32, più pratico per andare alla stazione dei treni.
Attendo il 32 insieme a una donna anziana e a una giovane ragazza. Parlano tra loro e io mi faccio gli affari miei, fino a che sento la vecchia dire
Io non ho niente ma proviamo a chiedere a questo giovane, forse lui ce l'ha
Che cosa volete insomma?, rispondo io
Si riferisce al biglietto dell'autobus. La ragazza non l'ha acquistato e preferirebbe procurarselo prima di salire a bordo del mezzo, perché sa che altrimenti il costo è di 1 euro e 30, mentre è di 1 e 10 se lo si prende prima.
Io, che fino a quel momento avevo utilizzato solo uno dei 3 biglietti perché ero andato a piedi in viale Berti, decido di regalarle quello che mi avanza in modo da fare bella figura.
E' il tuo giorno fortunato, le dico, ho un biglietto in più che non mi serve
Sono tirchio e non posso che approvare lo spirito della ragazza che desidera risparmiare 20 centesimi. Se le avessi chiesto 1 euro e 20 avremmo guadagnato entrambi 10 centesimi. Una volta saliti sull'autobus, dopo un rimprovero da parte della vecchia perché ho provato a difendere un ragazzo immigrato, non mi siedo di fianco alla ragazza; da vero gentiluomo voglio mostrarle che non mi sento in diritto di attaccarle bottone solo perché le ho dato il biglietto. E' invece lei che mi si avvicina e iniziamo a chiacchierare. Così scopro che è pugliese ma vive a Milano, dove ha studiato giurisprudenza all'università Bocconi e si è laureata. Ora deve prendere il treno per raggiungere i parenti che vivono a Fano. Racconto alcune cose su di mè, tra cui il fatto che partirò presto per la Nuova Zelanda e che non conosco la lingua italiana. Giunti alla stazione, ci salutiamo perché lei va a Fano mentre io torno a casa mia e devo darmi una mossa se non voglio perdere il treno che parte alle 12 e 52, il prossimo c'è alle 13 e 28 e sarei anche costretto a cambiare a Modena.
Questo sembra proprio un addio, le dico, non credo che ci rivedremo mai più
Chi lo sa, magari ci incontreremo quando sarai tornato dalla Nuova Zelanda.
Mi allontano e quando mi sono già seduto sul treno capisco che ho sbagliato tutto; scendo immediatamente e ritorno là dove ci siamo lasciati. Non è più lì ovviamente, così cerco il binario da cui parte il treno per Fano ma ho difficoltà perché non so dov'è Fano (ma chi sa dove è Fano?). Leggo sul tabellone, un po' a cazzo di cane, le fermate dei vari treni ma non trovo Fano finché un disgraziato mi chiede se ho bisogno di aiuto. Lo supplico per avere le giuste indicazioni, mi manda al binario 9 e gli regalo un euro. Tra la gente, individuo con difficoltà la ragazza che sola legge un libro. Lei è sorpresa di vedermi e io invento una bugia, le dico che ho perso il treno e che preferisco passare mezz'ora con lei che da solo.
Parliamo ancora un po' e arriva il treno che stava aspettando. Quando ci salutiamo per l'utlima volta, mi dice che era a Bologna perché lì vive il suo fidanzato.
Ho preso una botta sui denti che mi è costata 2 euro e 10 e qualche ora di vita.

01 luglio 2015

19 euro di socialità (praticamente 20)

Io sono un pensatore e penso spesso a tante cose quando sono solo.
Per di più sono una persona solitaria quindi penso ancora più spesso. Non conosco molte parole ma non è un problema quando penso; solo io devo capirmi e nessun altro mi ascolta. Uso molto la lettera 'p' e raramente la 'b' ma non è colpa mia. E' la lingua italiana che è fatta così.
Quello che mi è accaduto qualche sera fa è l'argomento del pensiero che segue.


***

Il programma è di andare insieme ad amici a mangiare la pizza e poi in una discoteca per il resto della serata.
Qui inizia la prima digressione sulla pizzeria.

La giudicherò alla maniera dei siti internet che trattano l'argomento 'ristoranti'.
Voto complessivo 3/5
Ho cenato in questa pizzeria con alcuni amici. Avevamo prenotato un tavolo per 7 persone alle ore 21. Eravamo in 6 anziché 7 e non abbiamo avvisato prima; ammetto che questa sia stata una mancanza da parte nostra. Inoltre siamo entrati nel locale alle 21 e 25, quindi con oltre 20 minuti di ritardo rispetto a quelli che erano gli accordi. Tuttavia il primo di noi 6 è arrivato alle 21 in punto e ha pensato che fosse inutile entrare per dire che eravamo già lì. Ha visto che nessuno entrava nella pizzeria e quindi non c'era la possibilità che assegnassero ad altri il tavolo riservato a noi. Io sono giunto alle 21 e 10 e da quell'ora fino alle 21 e 25 è accaduto lo stesso: non è entrato nessuno, quindi non era possibile che cedessero il tavolo ad altri. Ovviamente abbiamo considerato poco probabile la presenza di una sorgente di clienti interna al locale. Quando finalmente siamo entrati il cameriere ci ha detto che il tavolo per noi lo aveva 'dato via' ma ci avrebbe fatto sedere dopo '5 , 6 , 7 , 8 minuti' (sue testuali parole, credo per fare il simpatico ma a me non ha fatto ridere. Si vede che non l'ho capita). Per quello che ho detto prima, è chiaro che il tavolo lo aveva dato via prima delle 9. Nel frattempo, mentre aspettavamo, sono entrate delle persone che si sono sedute immediatamente (comunque gruppi meno numerosi del nostro). Alle 21 e 45 eravamo ancora in piedi ad attendere e abbiamo iniziato a dire che forse era opportuno andare da un'altra parte. Alle 21 e 50 il titolare ci ha detto che era in preparazione il tavolo per noi e poi ci ha fatto accomodare, dandoci praticamente la colpa di quanto accaduto perché non gli avevamo lasciato un recapito telefonico a cui poterci chiamare per chiederci se e quanto eravamo in ritardo. Non ho replicato perché questa scusa mi è sembrata una pagliacciata, mentre io sono un signore. Detto questo, la pizza è molto buona come piace a me. Alta e soffice nei bordi e più sottile al centro, la vera pizza napoletana! Potreste mangiarne due senza sentirvi appesantiti, davvero facile da digerire. Ho preso una pancetta e grana bianca (che qui chiamano 'bianca tipo metro', dando l'occasione di aprire una parentesi nella parentesi) buonissima. Il costo è nella media: 11 euro a testa per pizza, acqua e caffè (magari non proprio nella media ma di sicuro non al di sotto...) però non accettano i buoni pasto (edenred max da 5 e 20). Ho pagato in contanti e ho dovuto richiedere esplicitamente lo scontrino altrimenti col cavolo che lo faceva. Tra l'altro (e qui apro l'ennesima parentesi) non capisco chi si credono di essere questi ristoratori che non accettano buoni pasto e poi ti fanno le storie se chiedi di pagare con il bancomat perché 'le commissioni sono alte'. Cercatevi un altro lavoro se pensate che fare i ristoratori sia così sconveniente. Tutto sommato do a questo posto una valutazione di 3 su 5 (quindi sufficiente) nonostante quello che è accaduto perché io sono una persona che non si fa tanti problemi, ho pazienza e considero più importante la bontà del cibo che il resto. In questo caso se avessi dovuto valutare solo la bontà del cibo avrei potuto dare anche un bel 4. Alla gestione va un 2 o forse meno ma non sono in vena di cattiveria quindi chiudo qui. Consigliato solo se siete psicologicamente preparati.


***

A questo punto c'era una parte sui nomi delle pizze (la parentesi nella parentesi, molto interessante a mio parere ma un po' pesante, quindi preferisco toglierla) e poi tutta la descrizione del tempo trascorso in discoteca nella quale si affrontava il tema delle 'guardie' del locale (i cosiddetti buttafuori) che secondo me sono, in linea di massima, ignoranti come pochi. Si parlava dell'incontro con il cameriere della pizzeria avvenuto nella pista da ballo, del fatto che un tizio mi ha bagnato la mano con un liquido ed io mi sono naturalmente asciugato su di lui che mi ha ironicamente invitato a continuare a farlo.
Questi e altri eventi.
Chiaramente il costo è stato di 8 euro (così da giustificare il titolo, visto che 11+8 fa 19)
Purtroppo non ricordo più di così perché è accaduto tutto qualche tempo fa.